Che fine ha fatto Clubhouse?

Era l’aprile del 2020, eravamo in piena pandemia COVID-19, tutti erano a casa, in quarantena, a preparare pizza e pasta a gogò. All’improvviso, si è scatenato un putiferio a causa di una nuova piattaforma di social network chiamata “Clubhouse”, a cui tutti volevano accedere.

 

La maggior parte delle persone ne parlavano su Twitter, gridando all’innovazione intorno a questa cosiddetta “nuova normalità per i social”. Questo è stato quello che ha più attirato la mia attenzione all’inizio.

 

Ma che fine ha fatto Clubhouse?

 

Facciamo un passo indietro, e vediamo la sua nascita ed evoluzione. Sicuramente, la sua esclusività è stata ciò che ha reso la piattaforma una delle più desiderate dalle persone.

 

Cos’è Clubhouse

 

Capitava di frequente di collegarsi su LinkedIn e leggere il post del collegamento di turno che scriveva di commentare il suo post per poter ottenere uno dei 5 inviti messi a disposizione di chi già faceva parte dell’app.

 

Solo a me ricorda un po’ i Golden Tickets de La fabbrica di cioccolato di Willy Wonka?

 

Infatti, per entrare, avevi bisogno di un invito, da qualcuno che ti facesse entrare. Questa strategia, apparentemente banale, è ciò che ha portato centinaia di migliaia e ora milioni di utenti sulla piattaforma.

Esempio di invito su Clubhouse
Esempio di invito su Clubhouse

 

Si basa sul concetto di stanza: le stanze di conversazione vanno e vengono a seconda di quando le persone le avviano o le terminano.

 

La società afferma che in media vengono create oltre 500.000 stanze al giorno. Inoltre, la stessa afferma di registrare le conversazioni man mano che prendono luogo, ma di conservarle solo se qualcuno presenta un reclamo mentre la stanza è attiva.

 

Se nessuno presenta un reclamo, Clubhouse dice che la registrazione viene eliminata non appena l’ospite chiude la discussione.

 

Clubhouse ha mantenuto la sua atmosfera di esclusività anche molto tempo dopo aver aggiornato la propria piattaforma in modo da essere disponibile senza invito.

 

Non solo: era disponibile solo per iOS. Anche questo, rendeva il tutto più esclusivo, soprattutto per chi è già legato alla strategia di esclusività rispetto ai prodotti che acquista e utilizza, com’è nella filosofia del marketing Apple da sempre.

 

Verso la metà di febbraio del 2021, hanno raggiunto un altro dei loro più grandi traguardi. Hanno raggiunto 10 milioni di utenti sulla loro piattaforma, il che è impressionante per un’app social online da meno di un anno.

 

Da qui, è possibile trarre alcune informazioni:

 

    •  iPhone sicuramente è un’ottima piattaforma per lanciare la tua idea di app;
    •  La gente ama sentirsi parte di un’élite.

 

Solo verso la fine della prima metà del 2021, hanno ampliato la disponibilità dell’applicazione anche agli utenti Android.

 

Tuttavia, a differenza del mercato Apple, questo ha fatto a malapena la differenza.

 

Oggi, Clubhouse è disperso, e nessuno ne parla più. 

 

Che fine ha fatto Clubhouse?

 

Nel luglio del 2021, Clubhouse ha terminato il suo sistema di inviti un tempo pubblicizzato e ha aperto l’app a tutti. Ad oggi, è a malapena al 49 posto per le app di social network, e non è tra le prime 50 app più scaricate nell’App Store.

 

Per fare dei paragoni, è meno popolare di Skype, ma più di Marco Polo – Stay in Touch. Mai sentito parlare di Marco Polo? Scommetto di no.

 

Vediamo allora le possibili cause.

 

Nessuna community = no social network

 

Clubhouse all’inizio offriva un’alternativa molto valida ad uno spettacolo come il programma di Jimmy Kimmel o un luogo in cui le celebrità si incontrano e parlano della loro famiglia, dei risultati, delle passioni e dei progetti futuri, rendendo l’esperienza più reale.

 

Perfino personaggi come Elon Musk e Mark Zuckerberg hanno tutti partecipato all’entusiasmo iniziale di Clubhouse. Tuttavia, il motivo per cui lo hanno fatto è stato perché, nel momento in cui hanno messo su le loro stanze, migliaia di persone stavano ancora utilizzando la piattaforma.

 

Un bellissimo specchiatto per le allodole.

 

Clubhouse era ancora la piattaforma social più gettonata in quel momento e quando gli utenti hanno smesso di utilizzare la piattaforma, ovviamente, non c’era più motivo per gli altri utenti di utilizzarla.

 

Può sembrare una giustificazione banale? Se ci pensate, no. La maggior parte delle innovazioni “muore” nel momento in cui gli utenti smettono di vederne l’utilità.

 

Dopotutto, questo potrebbe non contare più niente: il team di Clubhouse ad oggi ha milioni di dollari da spendere, quindi potrebbero investire un paio di quei milioni in ricerca e sviluppo e potrebbero riunire la squadra per il design, la creatività e la visione, cercare di ridare vita alla strategia dietro a questa app.

 

Le persone hanno iniziato a tornare alla loro vita normale

 

La pandemia è stato un vero incubo, e ancora ne stiamo pagando gli effetti. I social in questo senso potrebbero essere stati -per certi versi- di grande aiuto per evadere dalla propria stanza e fare un giro per il mondo, sperando di vedere qualcuno che se la passasse come noi, per sentirci meno soli.

 

Anche per questo, il numero di utenti attivi giornalieri su Clubhouse è diminuito drasticamente dopo che le persone hanno iniziato a uscire e sono tornate alla loro vita normale.

 

Potremmo tenere conto del fatto che una parte cruciale del successo di Clubhouse inizialmente era perché tutti noi stavamo a casa.

 

Basta pensare ai fleet, una delle ultime iniziative di Twitter che emulava le stories di Instagram o Facebook. Poco dopo la sperimentazione, e nonostante un discreto successo iniziale, Twitter si è reso conto che non era una funzionalità significativa per i suoi utenti, e ne hanno interrotto la funzione.

 

La mente delle persone cambia davvero molto velocemente, e questa è una delle ragioni per cui è molto difficile mantenere alta l’attenzione di un prodotto considerato “innovativo”.

 

Ancora più importante, Clubhouse non è riuscito a fare nulla di nuovo e diverso negli ultimi mesi.

 

Ad esempio? Non è ancora possibile creare una chat.

 

Hanno aggiunto solo di recente l’accesso Android, perdendo una fetta di target che nel frattempo ha perso l’entusiasmo.

 

Il sistema basato su invito inizia a penalizzarti subito se inviti troppe persone, quindi ti siedi impotente con una o due persone in attesa che succeda qualcosa.

 

Clubhouse è stato quindi vittima della sua stessa crescita.

 

Man mano che l’app è diventata sempre più popolare, i follower hanno improvvisamente notato che non c’era più nulla di interessante da seguire o ascoltare, le funzionalità erano sempre le stesse e che già altre piattaforme offrivano delle esperienze simili o più interessanti.

 

 

Brutto a dirsi, ma Clubhouse è il classico esempio di “è stato bello, finché è durato”.

 

Una piattaforma in rapido fallimento a causa di un’arena altamente competitiva.

Condividi la tua opinione