Mary Kenneth Keller

Mary Kenneth Keller in 3 minuti

Donne nell’informatica che potresti non aspettarti, soprattutto quando parliamo di suore: vediamo insieme la storia di Mary Kenneth Keller, in 3 minuti.

 

Chi è

 

Monaca cristiana e educatrice, viene considerata un pioniere dell’informatica, per la sua tesi in cui dimostra come costruire algoritmi per la risoluzione analitica di equazioni differenziali, scritta in CDC FORTRAN 63.

 

Il suo percorso

 

Nata in Ohio nel 1913 (più di un secolo fa!), entra giovanissima a far parte dell’ordine delle Suore della Carità della Beata Vergine Maria: aveva infatti solo 29 anni.

 

Dieci anni più tardi, consegue un dottorato in scienze matematiche e un master in matematica e fisica.

 

Credeva moltissimo nel potere dell’istruzione e soprattutto dei computer, così fondò nel 1965 un dipartimento di informatica nel Clarke College e lo diresse sapientemente per vent’anni.

 

Quello stesso anno, ottenne un risultato eccezionale: conseguì un dottorato in informatica, e fu la prima in tutti gli Stati Uniti.

 

Qualche anno prima però, fu coinvolta in un progetto di grande rilievo: insieme ad un team di colleghi del Dartmouth College -da sempre aperto solo agli uomini-, lavorò alla prima versione di BASIC, chiamato allora DTSS BASIC.

 

 

Questo linguaggio, ad oggi sconosciuto ai più, è però stato uno dei primi mattoni dell’informatica: l’acronimo sta per Beginner’s All-purpose Symbolic Instruction Code, proprio perché fu creato con l’intento di aiutare anche i programmatori alle prime armi.

 

Basti pensare che questo primo BASIC ha fatto innamorare Bill Gates, che anni dopo ha realizzato la versione Microsoft Basic, fino ad arrivare all’attuale Visual Basic, adottato ampiamente da Microsoft.

 

Donna visionaria, prevede l’esplosione della società dell’informazione, gli sviluppi dell’intelligenza artificiale, la digitalizzazione dei dati, la centralità di avere dei dispositivi elettronici nella gestione delle banche dati di biblioteche, aziende ed istituzioni pubbliche.

 

Molti anni prima della diffusione di Internet, riconosce il potenziale dei computer nel rendere le informazioni accessibili a tutti: Mary Keller sosteneva fortemente soprattutto il coinvolgimento delle donne nel settore informatico.

 

Suor Mary ha lavorato duramente per forgiare il suo percorso unico nella vita ed era un’appassionata sostenitrice delle donne nell’informatica. Per questa ragione, contribuì alla fondazione dell’Association of Small Computer Users in Education (abbreviato in ASCUE).

 

Il computer, scriveva, l’aveva aiutata ad esercitare due virtù: l’umiltà, perché gli errori non sono della macchina ma del programmatore, e la pazienza, nelle infinite operazioni di de-bug, nel cercare le linee di codice contenenti errori e correggerle.

 

Oltre ad essere una pioniera nel campo dell’informatica, è anche autrice di quattro libri nel settore. Il potenziale che Keller vedeva per il futuro dell’informatica era molto in anticipo sui tempi: credeva che l’uso dei computer avesse una capacità illimitata per la condivisione delle informazioni.

 

Riconoscimenti

 

In suo onore il Clarke College – oggi Clarke University – ha istituito la borsa di studio in informatica Mary Kenneth Keller e ha ribattezzato il centro informatico dell’istituto Keller Computer Center and Information Services.

 

Citazioni

 

“We’re having an information explosion, among others, and it’s certainly obvious that information is of no use unless it’s available”

 

“For the first time, we can now mechanically simulate the cognitive process. We can make studies in artificial intelligence. Beyond that, this mechanism [the computer] can be used to assist humans in learning. As we are going to have more mature students in greater numbers as time goes on, this type of teaching will probably be increasingly important.”

 

Curiosità

 

Muore nel 1985, all’età di 71 anni, ma anche in quest’ultima fase della sua vita, non si ferma mai: nella casa di cura in cui trascorre l’ultimo periodo della sua vita, malata di cancro, porta con sé un Apple IIe, che utilizza per tenere un corso di informatica agli altri ospiti della struttura e per scrivere un programma per la gestione e il monitoraggio dei pasti.

 

Risorse utili

 

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1 Commento

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Riccardo Arduinorispondi
21 Ottobre 2021 a 21:40

Ah ora capisco il testo della canzone ‘write in c’: “only nuns use basic, write in c…”

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