Recensione di Software licensing e data governance di Simone Aliprandi

Software licensing & data governance era nel mio Kindle da qualche mese, ma purtroppo non c’era stata occasione di leggerlo con la dovuta attenzione; finalmente, dopo qualche settimana in cui è stato possibile ritagliarsi una mezz’ora al giorno per leggerlo, dedichiamo uno spazio a questo piccolo, ma -spoiler- incredibile manuale.

In breve
Anno 2020
Autore Simone Aliprandi
Genere Manuale
Livello Per approfondire
Scorrevolezza 9 / 10
Originalità 10 / 10
Valutazione 10 / 10

Aliprandi

Software licensing e data governance era nel mio Kindle da qualche mese, ma purtroppo non c’era stata occasione di leggerlo con la dovuta attenzione; finalmente, dopo qualche settimana in cui è stato possibile ritagliarsi una mezz’ora al giorno per leggerlo, dedichiamo uno spazio a questo piccolo, ma -spoiler- incredibile manuale.

 

Recensione

 

La prima nota positiva riguarda sicuramente la diversità di argomenti trattati: non si parla di software in senso generico, ma di tutto ciò che coinvolge la creazione e la progettazione del software.

 

Usare librerie, sfruttare repository online, utilizzare open data: questi sono tutti temi che Simone Aliprandi, autore del libro, ha saputo spiegare in maniera molto chiara ed esaustiva, senza mai tralasciare anche i riferimenti alle norme giuridiche.

 

Ma partiamo dall’inizio: si comincia dal diritto d’autore e si fa una panoramica molto ampia su come questo funzioni. Il tema non è per nulla scontato ed è interessante vedere come ci siano una serie di misunderstanding circa l’utilizzo di termini come proprietà intellettuale, copyright, copyleft e via dicendo.

 

Nella parte introduttiva viene infatti spesa qualche parola per definire i diversi perimetri di queste terminologie, che poi ci accompagneranno nel corso di tutto il libro. Non solo: capire qual è il campo di azione del diritto d’autore in ambito software è fondamentale per riuscire a proteggersi e a proteggere.

 

Lo sviluppo software è un ambito relativamente nuovo in ambito giuridico e come l’autore più volte ha ricordato all’interno del manuale, non sempre la legislazione riesce a stare al passo con l’evoluzione tecnologica.

 

È facile incappare tra l’altro in un errore abbastanza comune. Si pensa che il diritto d’autore si applichi solo a seguito di un’apposita registrazione tramite qualche ufficio o istituzione pubblica: in realtà, la semplice creazione implica l’associazione di questo diritto (con i limiti del caso, che riguardano le tipologie di opere coperte da questo diritto).

 

Particolarmente interessante è il capitolo dedicato al software libero e open source. Grazie ad una brevissima introduzione su come questi due settori -affini, ma diversi- siano nati, vengono definite le mille e una licenze che sono a disposizione e che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni.

 

Per esempio, per chi sviluppa e condivide il proprio codice su piattaforme come GitHub, sarà capitato spesso di ritrovarsi a dover scegliere una licenza adatta. Barcamenarsi tra le moltissime possibilità a disposizione non è affatto facile: in questo senso, Simone riesce invece a creare e definire molto bene i limiti e gli utilizzi delle licenze a nostra disposizione.

 

Vengono messi anche a disposizione diversi schemi che riassumono le differenze tra questa tipologia di licenze, nonché l’applicabilità e i diritti relativi: fondamentale quando si tratta di avere a che fare con dei progetti personali, ma soprattutto lavorativi.

 

Abbiamo detto all’inizio che non si parla solo di software in senso stretto, ma anche di tutto ciò che è coinvolto nella “messa in produzione” del codice: importante è proprio il ruolo delle banche dati e di come queste devono essere gestite e soprattutto utilizzate.

 

In un momento storico in cui gli open data sono sempre più accessibili e presenti all’interno del contesto dello sviluppo software, è interessante come l’argomento sia tuttora in corso di trattazione e i problemi di compatibilità tra licenze che riguardano questa tipologia di data sia un tema molto caldo.

 

Soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica, questo tipo di dato è fondamentale e va regolamentato conseguentemente: oltre al potenziale infinito nel rispettare i principi cardine alla base degli open data, l’applicabilità è infinita e può davvero portare benefici alla comunità intera.

 

Chiaramente, si tratta di un argomento molto delicato e che richiede particolare attenzione anche in materia di licenze per quanto riguarda la condivisione e l’utilizzo: avere a disposizione dei dati “in sola lettura” è di per sé inutile.

 

Ultima -ma non ultima- nota sul tema dati personali: l’autore spende diverse pagine per parlare di privacy -altro termine abusato nel mondo di oggi- e di come questo si accosti al GDPR.

 

Curiosità

 

La parola “licenza” deriva dal latino e significa permettere. Già solo questo aiuta a ricordare a cosa servono le licenze!

 

Mai sentito parlare di Affero GPL? Si tratta di una licenza pubblicata sempre dalla Free Software Foundation che riguarda il software reso fruibile tramite soluzioni “remote”.

 

Inoltre, sapevi che Simone terrà un corso online che parla di copyright e social media? Dai un’occhiata qui per iscriverti!

 

Lezione imparata

  • Il concetto del dual licensing o multilicensing;
  • Come acquisire e cedere software tramite le licenze;
  • Esistono dei dati “indirettamente personali”, come quelli meteorologici o territoriali;
  • La protezione del diritto d’autore copre le espressioni, ma non le idee!

 

Quotes

 

In un ventennio di evoluzione normativa e giurisprudenziale, nonché di approfondimenti dottrinali, la scienza giuridica ha fornito risposte a questi interrogativi (parlando di leggi e livelli di applicazione). La situazione è tutt’altro che semplice e uniforme, anche per il semplice fatto che l’evoluzione delle tecnologie telematiche ha una velocità tale per cui il mondo del diritto non riesce a tenere il passo.

 

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