Recensione de Link: la scienza delle reti

In breve
Anno 2002
Autore Albert­ László Barabási
Genere Saggio
Livello Per approfondire
Scorrevolezza 8 / 10
Originalità 10 / 10
Valutazione 9 / 10

 

Altro giro, altra corsa: con questa recensione de Link: la scienza delle reti, vediamo in che modo scoprire e definire il concetto di rete ha profondamente cambiato la nostra esistenza, in modi spesso neanche lontanamente immaginabili.

 

Recensione

Leggere questo libro è stata davvero un’esperienza incredibile: concetti come grafo, alberi e reti sono concetti generalmente noti, soprattutto quando si segue un percorso come quello di ingegneria; tuttavia, sono concetti che spesso vengono trattati in maniera molto, troppo teorica, al contrario di questo libro.

 

Pur essendo stato scritto dal celebre fisico Albert-László Barabási, il suo è un trattato per niente scontato: il mondo delle reti attraversa ogni aspetto della nostra vita quotidiana, dai social alla genetica.

 

Per comprendere in che modo le reti permeano ogni aspetto, ogni capitolo è dedicato ad una tematica completamente diversa: ognuno di questi è un link, a partire da Internet, allo studio delle molecole, fino ad arrivare alla sicurezza informatica e perfino alla struttura della società stessa.

 

Alla base, il concetto di hub: questi hanno totalmente rivoluzionato il modo in cui guardiamo diversi episodi della nostra vita.

 

In che modo questi hub cambiano e influenzano totalmente la nostra vita è chiarissimo: in Hollywood i nuovi attori sono sponsorizzati spesso e volentieri da grandi attori che fungono da contatto, così come il mondo degli amministratori delegati è concentrato nelle mani di una piccola fetta della popolazione, dove per entrare in questa élite è fondamentale avere un “contatto”.

 

Mai sentito parlare di grado di separazione? Se ti stai chiedendo quante persone ti separano tra te e il tuo idolo, sappi che probabilmente questo numero è 6 (qui una breve spiegazione).

 

Le reti spiegano moltissimi aspetti della nostra vita, e non solo: riescono anche a definirlo e modellarlo in maniera precisa, anche se  non sempre è semplice contare il numero di nodi.

 

Basti pensare ad Internet: si stimano un trilione di pagine online, ma la realtà è che il numero preciso è impossibile da stimare. Alla velocità con cui Internet cresce ogni secondo, anche i robot non riescono a codificare tutte le pagine che nel frattempo vengono create!

 

In conclusione? Il famoso detto “nel bene o nel male, purché se ne parli” è un altro modo di esprimere questa visione del mondo.

 

Le persone “di successo” -in senso sia positivo che negativo– sono persone che in qualche modo “accentrano l’attenzione verso di loro, creando diversi collegamenti che riconducono ad un unico centro.

 

Più collegamenti ci sono, più l’hub assume importanza.

 

Allo stesso modo, più un hub è importante, più un’eventuale cancellazione di quest’ultimo può portare a conseguenze gravi: un caso semplice è quello di un sistema distribuito che non conta su delle repliche di sé stesso. Se il componente che coordina tutto viene meno, il sistema smette di funzionare.

 

In questo senso, intravedo una riflessione anche etica e morale: per avere successo o per fare la differenza, è importante lavorare sul proprio ruolo nella società, senza mai trascurare le persone con cui veniamo a contatto.

 

Il contributo che diamo con il nostro lavoro (e non solo) può collegarci ad altri argomenti o persone, che a loro volta possono riscontrare un impatto: in questo senso, le community sono il più grande esempio di hub a nostra disposizione, che cresce  o decresce nel tempo e che sopravvive grazie ai collegamenti preferenziali…

 

Un esempio di rete a invarianza di scala perfetto!

 

Curiosità

Cos’è il numero di Bacon: si assegna a ogni attore o attrice che ha partecipato a un film in cui recita anche Kevin Bacon un numero di Bacon pari a 1, e a ogni attore che abbia lavorato con uno della lista precedente un numero di Bacon pari a 2 e così via. Kevin Bacon ha numero di Bacon 0.

 

Tre studenti dell’Albright College di Reading decidono di portare questo dilemma in tv, partecipando al John Stewart Show una sera e lanciando questa provocazione: Kevin Bacon ha recitato in così tanti film che può essere collegato direttamente o indirettamente con qualsiasi attore di Hollywood. In questo modo, hanno avuto il loro quarto d’ora di celebrità e hanno portato alla luce una teoria a dir poco geniale.

 

Se vuoi dare un’occhiata alla puntata originale, qui trovi il video!

 

Lezione imparata

Quotes

“Entro il 2020 questi progressi avranno cambiato la medicina in tutti i suoi aspetti. I bambini non verranno più portati dal dottore per un mal di gola: le mamme potranno usufruire di un dispositivo palmare con chip intercambiabile che rivelerà come il mald di gola di Tommy sia stato provocato da un’infezione da streptococchi.”

 

“Il colpo di genio, se così si può definire, di questi tre studenti fu la loro constatazione che ogni attore di Hollywood può essere connesso a Kevin Bacon in non più di due o tre passaggi”.

 

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