Voglio diventare una… Operations Manager

Oggi è il turno di una ragazza brillante, diretta e fortissima: raccontare la propria storia e la propria vita senza filtri non è affatto semplice, ma lei non se ne preoccupa.

 

Ogni giorno racconta un episodio della sua vita “passata” e di quelle presente, condividendo in maniera trasparente successi e fallimenti nel suo lavoro, giornate belle e quelle meno brutte; parla della sua famiglia, del suo lavoro e della sua amata India.

 

Senza ulteriori indugi, passiamo la parola a Parminder Kaur per raccontarci cosa vuol dire essere una Operations Manager!

 

Descriviti in 100 parole

 

Sono Parminder Kaur e sono Operations Manager di VoipVoice.

 

Sono indiana di nascita e italiana di adozione, vivo in Italia da 21 anni. Amo l’arte, i gialli e viaggiare. Vivo nei pressi di Firenze, quindi in una delle regioni più belle di Italia a mio parere!

 

Da piccola sognavo di diventare astronauta, ma la vita riserva sempre qualcosa di differente per noi.

 

Dopo la fine degli studi scolastici sono entrata nel mondo del lavoro -e per caso- e ora posso dire che con mia grande fortuna ho iniziato un corso tramite il quale mi sono imbattuta in VoipVoice.

 

Non avrei mai pensato di fare quello che faccio oggi, cioè la Operations Manager di VoipVoice.

 

Lavoro in questa azienda da circa 11 anni: si tratta di una compagnia di telecomunicazioni che attiva servizi di fonia Voip e connettività su tutto il territorio italiano.

 

In cosa consiste il ruolo di Operations Manager?

 

È un ruolo abbastanza complesso, ma nello specifico una Operations Manager gestisce tutti i processi aziendali, che vanno dalla gestione di un Lead alla gestione delle richieste post fatturazione, ma il mio lavoro è fatto anche di mail così come di riunioni.

 

Ogni attività che c’è in azienda deve essere fluida, snella e chiara nella sua modalità di gestione a tutti.

 

Inoltre, il lavoro dell’Operations Manager è quello che migliorare, ottimizzare e adattare ogni processo in base ai vari cambiamenti che ci possono essere all’interno dell’azienda.

 

Non solo: deve integrare anche le novità nel migliore dei modi per creare sempre la linearità tra vari reparti e mansioni.

 

Dunque si tratta di un lavoro circolare che non finisce mai, in quanto ci sono sempre delle variazioni o aggiornamenti.

 

Al momento, nel mio caso, è un lavoro solitario, ma necessito sempre dei confronti con tutte le persone che operano su campo per trovare la soluzione che si adatta a tutti.

 

Qual è la soft skill più importante che deve possedere una Operations Manager?

 

Sicuramente Problem Solving perché le richieste da gestire hanno sempre delle criticità che devono essere viste da tutti i punti di vista.

 

Bisogna in questi casi indossare i famosi 6 capelli di De Bono perché non basta vedere l’aspetto positivo della situazione.

 

Però penso che oltre a questo aspetto oggettivo ci sono altre due soft skill necessarie nel mio lavoro: Ascolto ed Empatia.

 

Ascoltare attentamente e capire l’esigenza delle persone che si interfacciano con noi per creare insieme processi è una degli aspetti che vanno curati maggiormente.

 

Ci possono essere varie versioni di varie questioni, ma tramite l’ascolto bisogna sapere cogliere l’essenza della situazione.

 

La maggior parte di noi utilizza i social per parlare dei propri successi, ma la realtà è che siamo quel che siamo grazie al 90% dei nostri errori. Racconta il tuo più grande fallimento da quando lavori nel settore, che però ti ha reso ciò che sei.

 

Una dei miei punti deboli è sempre stata la precisione, sulla quale cerco di lavorarci sempre.

 

Inizialmente facevo tutto insieme ad altre colleghe in azienda perché eravamo in pochi. Ho provato a fare varie volte i processi di fatturazione ma spesso ho sbagliato degli step e sono ripartita da 0, allungando così i giorni di fatturazione.

 

Alla fine, fu deciso, giustamente, di farmi gestire l’assistenza tecnica in quanto avevo forte propensione alla Customer Care e dunque da questo fallimento arrivai verso il percorso che mi aiutò a trovare la mia strada.

 

Nel fallimento ho trovato il mio posto e non ritornerei indietro.

 

Sulla precisione ci lavoro tuttora e cerco di batterci la testa sempre!

 

Come fare per diventare una Operations Manager?

 

Personalmente per me è stato un percorso molto differente da un percorso specifico per qualsiasi Operations Manager. Ho gestito un po’ tutto quello che sono le attività dell’azienda, specializzandomi nella parte del problem solving.

 

In ogni caso, è frutto di esperienza e conoscenza a fondo della propria azienda e settore alla quale si aggiungono gli studi sulla gestione lean. La gestione lean riprende un continuo miglioramento delle attività togliendo gli sprechi e aggiungendo valore ad ogni processo.

 

Le competenze principali sono quelle di organizzazione e ottimizzazioni processi con una spiccata leadership nella gestione delle squadre. Anche la capacità di gestire lo stress e collocazione del personale al posto giusto collaborando così con l’HR dell’azienda.

 

Alla fine, formazione formazione formazione e tanta formazione perché in qualsiasi ruolo non si smette mai di imparare!

 

Parlando di successi, qual è il tuo prossimo obiettivo? Quale ruolo vorresti ricoprire entro i prossimi 3 anni?

 

Al momento vorrei migliorare le mie competenze nella gestione dei processi che ho finalmente iniziato a fare da luglio di quest’anno. Dunque, mi sto dedicando all’80% ai processi che, come ho scritto sopra, hanno bisogno di un continuo monitoraggio.

 

Cambiano troppo in fretta le cose nel settore delle TLC.

 

Allo stesso tempo mi piacerebbe poi evolvere questo mio ruolo in Project Manager, lavoro che adoro moltissimo.

 

Conosci il tema gender gap in ambito STEM? Se sì, hai mai avuto qualche esperienza negativa? Cosa pensi sia possibile fare nel tuo piccolo per combattere questo problema?

 

Assolutamente si! Il settore delle telecomunicazioni è un settore fortemente costituito dagli uomini ed è difficile trovare donne tecniche. È sempre un piacere vedere ogni tanto un partner donna e vedere che qualcosa sta cambiando.

 

Personalmente, quando ho lavorato all’assistenza tecnica e ho gestito le chiamate, a parte il nome straniero, era difficile far arrivare dall’altra parte il messaggio che potevo gestire io e risolvere la questione postami anche se era una questione tecnica.

 

Non è stato facile ma negli anni poi quei partner mi hanno dato fiducia e mi hanno aiutata anche a crescere le mie competenze quando io cercavo di risolvere le loro questione tecniche.

 

Mi piacerebbe moltissimo che nel settore delle telecomunicazioni ci fosse meno il divario tra sessi e più inclusione femminile come stiamo facendo nella nostra azienda.

 

In VoipVoice stiamo cercando di favorire maggiormente la parte femminile nelle varie mansioni ed infatti non a caso ci sono 22 donne contro 15 uomini.

 

Quello che è possibile fare e sono sicura che è fattibile, è fare dei corsi di specializzazione per il mondo digitale rivolto alle donne per farle avvicinare ancora di più verso questo settore.

 

Le competenze si imparano con esperienza, anche nel mondo digitale!

 

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