Voglio diventare una… Full-Stack Developer

Come si dice… non c’è uno, senza due (e magari non c’è due, senza tre): oggi parliamo con Serena, FullStack Developer in Unikey srl, dopo aver parlato con Martina Della Corte la settimana scorsa della stessa professione.

L’elenco delle competenze che deve possedere una figura di questo genere è molto lunga e sempre più spesso capita di vedere profili di questo tipo: donne e uomini che sono in grado di destreggiarsi su entrambi i fronti, avendo una panoramica piuttosto ampia del funzionamento di un applicativo web e non.

 

Requisito fondamentale: essere curiosi e aver voglia di studiare ogni giorno!

 

Descriviti in 100 parole

 

Sono una persona che ha sempre amato l’idea di costruirsi un futuro e una propria identità da sola, forse a causa di vicende passate che hanno influito sulla mia personalità (un po’ per fortuna, un po’ per sfortuna), cercando sempre di non reprimere mai quell’empatia che oggi credo fermamente sia fondamentale in molteplici ambiti, da quello lavorativo a quello privato.

 

In alcune situazioni riesco ancora ad essere una persona abbastanza pigra devo dire 😃, ma con il tempo ho sviluppato ambizione e voglia di mettermi alla prova ogni singolo giorno della mia vita.

 

In cosa consiste il ruolo di Full-Stack Developer?

 

Ho iniziato questo percorso partendo dal front-end e ho sempre lavorato in team, cosa che giorno dopo giorno mi ha insegnato tantissimo sul come ci si relaziona con le persone, soprattutto nell’ottica di fare un lavoro di squadra, ed attualmente mi occupo principalmente di back-end presso un grande cliente.

Se dovessi darti una definizione di Full-Stack Developer, ti direi che questa figura “comunemente” è in grado di toccare tutto lo stack di un’applicazione, dal front-end, al back-end, fino ad arrivare al DB.

 

Ma non è solo questo… Al giorno d’oggi la tecnologia fa passi da gigante ed è in costante evoluzione, il che significa, per chi svolge un lavoro del genere, impegnarsi nell’apprendere  con costanza tutti i cambiamenti e le novità che giorno dopo giorno emergono.

 

Quindi full-stack developer, alla luce di un progresso così rapido, assume un significato più ampio, identificando persone in grado di comprendere sempre meglio le tecnologie più svariate e di affrontare tutti i cambiamenti e le novità, consapevoli di arricchire il proprio bagaglio culturale.

 

 

Qual è la soft skill più importante che deve possedere una Full-Stack Developer?

 

Tra le tante soft skills che contano in un lavoro del genere, che vanno dalla perseveranza e voglia di non abbattersi davanti ai problemi che possono sorgere (di natura tecnica e non), alla capacità di gestire lo stress in situazioni particolarmente sfidanti.

 

Credo che curiosità e voglia di confrontarsi con figure di riferimento che possano essere fonte di conoscenza, siano elementi chiave per un miglioramento costante, permettendoti di superare i tuoi limiti e di crescere come persona e come professionista, con il conseguente raggiungimento  dei tuoi obiettivi, anche grazie ai consigli di chi ha più esperienza di te..

 

Perchè mamma Stack Overflow è sempre una valida risorsa, lo studio è fondamentale, ma il confronto fra persone che amano allo stesso modo questo lavoro è quanto di più produttivo e stimolante possa esserci!

 

La maggior parte di noi utilizza i social per parlare dei propri successi, ma la realtà è che siamo quel che siamo grazie al 90% dei nostri errori. Racconta il tuo più grande fallimento da quando lavori nel settore, che però ti ha reso ciò che sei.

 

Non avresti potuto scrivere cosa più vera..

 

Al giorno d’oggi i social sono uno strumento utile a mostrare davvero una microscopica parte della vita delle persone e tendenzialmente si mostra solo ciò che c’è di bello, come appunto i propri successi, creando un’immagine quasi idilliaca di alcune vite, ma è difficile immaginare ciò che si cela dietro tutto questo.

 

Tornando però a quella che è la domanda principale…beh, probabilmente non essere riuscita ad integrarmi opportunamente in uno dei primi progetti sui quali ho lavorato, ha rappresentato per me una sconfitta pazzesca, dal punto di vista umano e professionale.

 

E per quanto questa esperienza sia stata dolorosa e abbia segnato un periodo in cui, sia per inesperienza che a causa del contesto ostile in cui mi trovavo, non ero in grado di andare avanti, e, nonostante l’unica domanda che rimbombava nella mia testa fosse “Perchè è andata in questo modo?”, ho successivamente analizzato a mente fredda ogni singolo evento, dando una risposta a quella domanda e facendo tesoro di quanto accaduto, realizzando che per quanto l’empatia sia la chiave di una comunicazione efficace, debba essere accompagnata da forza di volontà e dalla competenza tecnica e relazionale che ovviamente matura con il tempo.

 

Tutto ciò mi ha dato la forza di non fermarmi mai, mi ha resa una persona migliore, più forte, capace di affrontare con lucidità e “leggerezza” determinate situazioni, capace di apprendere quanto più rapidamente possibile tutto il necessario per essere autonoma e operativa in tempi brevi, rimanendo però sempre quella simpaticona del sud a cui piace sempre strappare un sorriso alle persone, ma se in alcuni casi non ci riesce…beh, tocca essere un po’ diplomatici suvvia! 😜

 

Come fare per diventare una Full-Stack Developer?

 

Al di là della mole infinita di informazioni che troviamo online al giorno d’oggi, grazie alle quali potremmo apprendere da autodidatti una miriade di nozioni utili a svolgere un lavoro così articolato e stimolante, credo fermamente che un percorso formativo ad hoc sia fondamentale.

 

Infatti è proprio grazie a questo che una figura professionale del genere nasce, acquisendo e soprattutto consolidando le basi della programmazione, imparando a toccare tutto lo stack di un’applicazione, partendo dal database, passando dal back-end, sino ad arrivare al front-end.

 

Prendi me, per esempio: per il front-end ho usato Angular, ma per il backend adesso sviluppo in Java e attualmente sto lavorando su architettura a microservizi, API REST e via dicendo, ma ho toccato anche servizi SOAP.

 

Di importanza equivalente è anche lo studio, incluso ovviamente nel percorso formativo di cui parliamo, delle tecnologie sulle quali successivamente si andrà a lavorare sul serio, che sia Angular o React per il front-end ad esempio, o linguaggi specifici quali C# o Java e così via, arrivando poi alle tantissime certificazioni disponibili ,che possono essere assolutamente un valido strumento per intraprendere un percorso di specializzazione e soprattutto di crescita professionale!

 

Parlando di successi, qual è il tuo prossimo obiettivo? Quale ruolo vorresti ricoprire entro i prossimi 3 anni?

 

Domanda da un milione di dollari…😂

Ma riflettendo sulle esperienze fatte in questi anni e dopo aver osservato molto attentamente svariate situazioni che mi si son presentate davanti e che mi hanno permesso di imparare tantissimo sotto ogni aspetto, che sia esso tecnico piuttosto che organizzativo, ti direi che l’obiettivo che perseguo e che spero di raggiungere un giorno, sia quello di diventare una figura in grado di contribuire in modo importante al successo di un progetto.

 

Aver visto progetti caotici, in cui i team navigavano nell’incertezza, nella fretta di dover terminare il proprio lavoro senza aver ben chiaro cosa si dovesse fare (e l’esserci stata anche in mezzo), aver visto progetti in cui il sentimento maggiormente percepito era l’insoddisfazione, è stata un’esperienza dolorosa e frustrante, ma questa è solo la parte negativa..

 

Ho avuto la fortuna e l’onore di lavorare anche in team in perfetta sintonia, capaci di adattarsi ad ogni situazione, performanti come pochi, grazie alla trasparenza, alle idee chiare, ai requisiti precisi e ai LEADER che si occupavano della loro gestione e, vedere entrambe i lati della medaglia non ha fatto altro che alimentare in me questo desiderio di diventare come loro!

 

Conosci il tema gender gap in ambito STEM? Se sì, come fare per superarlo?

 

E’ sicuramente un tema delicato.

 

Un grande scoglio da superare a mio avviso e in base ai tanti articoli letti, si trova al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro.

 

Dati statistici affermano infatti, che  nonostante le ragazze STEM abbiano delle capacità straordinarie al pari di tanti ragazzi pieni di talento, ad un anno dalla laurea, hanno comunque meno probabilità di trovare lavoro rispetto agli uomini e guadagnano meno di loro.

 

Si sente spesso parlare di queste tematiche, ma l’unico auspicio è che la situazione possa migliorare sempre più con il passare del tempo e che si possano investire le energie giuste per superare questa discrepanza.

 

Per cogliere poi le opportunità offerte dalla rivoluzione digitale, servono ovviamente professionisti con competenze STEM.

 

In questo percorso è infatti fondamentale incentivare la partecipazione delle ragazze ai percorsi di studio e professionali scientifici e tecnologici, ad oggi principalmente frequentati da uomini, anche se fortunatamente, sempre più figure femminili si stanno affacciando a questo mondo e una testimonianza di questo cambiamento la posso trovare nella stessa azienda di cui faccio felicemente parte oggi, che ha accolto me, dandomi tutti gli strumenti necessari per diventare un professionista felice del suo lavoro e accoglie ragazzi e anche ragazze pieni di talento e forza di volontà, vedendoli crescere giorno dopo giorno e diventare dei professionisti del settore.

 

Ci vuole forza ad affrontare i cambiamenti che la vita ci pone davanti, a mettersi in gioco, a provarci nonostante la paura di non farcela sia tanta..

 

Ma quando ce la fai, la strada sarà sempre meno in salita e sarà meraviglioso guardarti alle spalle e vedere ciò che sei diventato dopo una serie non indifferente di sacrifici.

 

Ma questo è un pensiero rivolto non solo alle donne, ma a chiunque stia lavorando su se stesso e si stia impegnando in ciò in cui crede!

 

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2 Commenti

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Giuseppe Figliarispondi
8 Febbraio 2022 a 9:56

Molto interessante , ho compreso che ci sono tecniche molto più efficienti di alcune leggi fondamentali del Project Management e che serve , come ho sempre detto nelle aziende dove ho lavorato, una formazione continua verso le nuove idee,tecnologie e ho sempre insistito a crescere in termini di capacità software o almeno a essere in grado di gestire personale formato. Grazie.

Serena
Serenarispondi
8 Febbraio 2022 a 10:17
– In risposta a: Giuseppe Figlia

Condivido a pieno il tuo pensiero! Ci vuole costanza sia da parte delle aziende che di chi ne fa parte. E non è sempre facile ma la collaborazione da entrambe i lati è secondo me la chiave per il successo. Un saluto!

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